Innesto.
Ristrutturazione e ampliamento di un edificio anni Settanta a Verona: l’innesto come principio di ricomposizione architettonica
Un edificio complesso, nato per stratificazioni successive
Nella zona Bionde di Verona, al termine dell’asse urbano di Corso Milano, un edificio degli anni Settanta si presenta come il risultato di più trasformazioni avvenute nel tempo. Originariamente composto dall’unione di due corpi edilizi, l’immobile è stato successivamente frazionato e modificato fino a generare tre unità distinte, con quote interne differenti, distribuzioni non omogenee e una lettura architettonica complessa.
Il progetto nasce proprio da questa condizione: non da un edificio unitario e coerente, ma da un organismo costruito per aggiunte, sovrapposizioni e adattamenti successivi. Le diverse quote interne, i punti di rottura tra le parti, l’assenza di una chiara gerarchia distributiva e la perdita di identità formale, rendevano necessario un intervento di ristrutturazione profondo, capace di leggere il passato senza subirlo.
La sfida progettuale è stata quindi duplice: da un lato interpretare correttamente la struttura esistente, dall’altro restituire all’edificio una nuova chiarezza architettonica. In questo senso, la ristrutturazione non viene intesa come semplice aggiornamento estetico, ma come processo di ricomposizione.
Luogo: Verona, area fine Corso Milano
Tipologia: Edificio residenziale e direzionale con abitazione privata, uffici e ampliamento
Epoca dell’edificio: Anni Settanta, con successive trasformazioni interne e volumetriche
Intervento: Riqualificazione complessiva, ampliamento lato nord, ridefinizione accessi, ristrutturazione facciate
Funzioni: Abitazione sul fronte sud, uffici nella parte centrale, nuovo innesto abitativo verso nord
Tema progettuale: Semplificazione formale, unificazione dei corpi edilizi, rapporto diretto con il giardino
Riferimento concettuale: Casa a patio romana, corte centrale, distribuzione baricentrica degli spazi
Elementi principali: Patio, rampa accessibile, muri di contenimento, verde integrato, nuovo basamento architettonico
Obiettivo: Trasformare un edificio frammentato in un organismo unitario, contemporaneo e funzionale


La semplicità come metodo progettuale
Di fronte a un edificio frammentato, la risposta più efficace non è stata l’aggiunta di nuovi segni, ma la sottrazione. Il progetto si fonda su un principio chiaro: eliminare gli elementi superflui, ridurre le incongruenze e riportare l’edificio a una logica di proporzioni essenziali.
Questa semplicità non è banalizzazione, ma controllo.
Ogni scelta mira a costruire una nuova uniformità tra le parti, ricucendo ciò che nel tempo era stato separato. L’intervento diventa così una ricerca di equilibrio tra pieni e vuoti, tra nuove volumetrie e struttura esistente, tra spazi interni e giardino.
Nel progetto di ristrutturazione dell’edificio anni Settanta a Verona, la semplicità diventa uno strumento operativo: serve a ordinare, a chiarire, a rendere leggibile ciò che prima appariva discontinuo.


L’innesto a nord e il nuovo rapporto con il giardino
Uno dei temi centrali dell’intervento riguarda l’ampliamento volumetrico sul lato nord. La parte abitativa privata risultava infatti compressa nelle sue funzioni principali: soggiorno e cucina erano ambienti ridotti, poco proporzionati rispetto alle esigenze contemporanee dell’abitare.
A questa criticità si sommava un secondo problema: l’edificio era sollevato rispetto al terreno di circa 70 cm, condizione che impediva un rapporto diretto e naturale con lo spazio esterno. La casa non dialogava con il giardino, ma lo osservava da una quota separata.
L’ampliamento diventa quindi occasione per risolvere più questioni contemporaneamente. Da un lato consente di ottenere nuovi spazi abitativi più ampi e funzionali; dall’altro permette di ridisegnare la relazione tra interno ed esterno. Attraverso muri di contenimento e il riutilizzo in loco delle terre di scavo, il nuovo volume viene raccordato alla parte verde, trasformando il dislivello in un tema architettonico.
Il terreno non viene semplicemente spostato o smaltito, ma reinterpretato come materiale di progetto. La quota del giardino viene accompagnata verso l’edificio, generando una continuità fisica e percettiva tra casa e spazio aperto.


Il riferimento alla casa a patio romana
Il progetto trova uno dei suoi riferimenti concettuali nella casa a patio romana, dove la corte centrale costituiva il cuore domestico e distributivo dell’abitazione. Il patio non era soltanto uno spazio aperto, ma un dispositivo architettonico capace di organizzare le funzioni, portare luce, generare relazioni e definire una gerarchia tra gli ambienti.
In questa ristrutturazione a Verona, il principio viene reinterpretato in chiave contemporanea. Ingresso, soggiorno, cucina e pranzo vengono separati nelle loro funzioni, ma mantenuti in relazione attraverso un vuoto centrale, un luogo di equilibrio attorno al quale ruota la nuova distribuzione.
Al piano terra, quello che prima era uno spazio indistinto, dove ingresso, salottino, cucina e pranzo convivevano in modo compresso, viene completamente ripensato. Lo spostamento dell’ingresso e l’ampliamento permettono di restituire allo spazio originario una funzione più chiara: cucina e pranzo trovano una nuova centralità, mentre ingresso e soggiorno vengono ricollocati nella parte ampliata.
Il foyer diventa elemento di mediazione tra piano terra e piano superiore. Non è solo un passaggio, ma uno spazio ordinatore che contiene anche un nuovo bagno ospiti, funzione assente nell’impianto originario e oggi fondamentale per migliorare la qualità dell’abitare.


Accessibilità e nuova quota d’ingresso
Il dislivello di circa 70 cm tra il piano dell’edificio e il terreno esterno viene affrontato attraverso la realizzazione di una rampa. La scelta non è soltanto tecnica, ma progettuale. La rampa consente di raggiungere la quota d’ingresso in modo progressivo, migliorando l’accessibilità e rendendo più fluido il rapporto tra edificio, giardino e percorsi esterni.
In questo modo, l’accessibilità non viene trattata come aggiunta obbligata, ma come parte integrante della composizione architettonica. Il percorso diventa esperienza spaziale, accompagnamento verso la casa, elemento capace di ordinare il rapporto tra quota zero e quota interna.
Muri, verde e privacy: il nuovo basamento dell’edificio
Il progetto prevede una suddivisione tra le diverse aree attraverso muri che garantiscono privacy, ma che allo stesso tempo integrano il verde come parte attiva della composizione. Questi elementi non sono semplici recinzioni: diventano piani di taglio, quinte architettoniche, linee di contenimento e strumenti di unificazione.
I muri generano un nuovo basamento ideale, capace di tenere insieme le tre parti dell’edificio: area nord, parte centrale e fronte sud. Ciò che prima appariva come somma di episodi edilizi viene ricondotto a un sistema più coerente.
Il basamento diventa quindi la matrice dell’intervento: un elemento ordinatore che costruisce continuità, definisce limiti, protegge gli spazi privati e integra la vegetazione nel disegno complessivo.


La ristrutturazione delle facciate
Un elemento cardine della proposta riguarda la rielaborazione completa delle facciate. L’edificio esistente non presentava una specifica valenza storica e risultava appesantito da interventi successivi poco coerenti tra loro. La sopraelevazione sul fronte strada, gli allungamenti e le modifiche distribuite nel tempo avevano prodotto un volume tozzo, disomogeneo e privo di una chiara identità architettonica.
La ristrutturazione delle facciate diventa quindi occasione per restituire proporzione, ordine e contemporaneità al manufatto. L’obiettivo non è cancellare il passato, ma superare le incongruenze che impedivano all’edificio di esprimere una forma compiuta.
Materiali, cromie e dettagli vengono ripensati in modo unitario. Gli elementi superflui vengono eliminati, le linee vengono semplificate, i prospetti vengono ricondotti a una lettura più pulita e controllata. Il risultato atteso è un edificio contemporaneo, con un linguaggio riconoscibile, capace di dialogare con il contesto urbano senza forzature.
La modifica degli accessi pedonali e carrabili
Un’altra scelta strategica riguarda la ridefinizione degli accessi. Il progetto prevede l’inversione degli accessi pedonali e la loro unificazione sul lato est, insieme all’accesso carrabile.
Questa decisione permette di eliminare una criticità funzionale esistente, semplificando la fruizione dell’edificio e rendendo più chiaro il sistema dei percorsi. L’accesso non è più frammentato, ma concentrato e riconoscibile. La casa, gli uffici e gli spazi esterni trovano così una nuova logica di relazione.
La modifica degli ingressi contribuisce anche a rafforzare il rapporto tra edificio e contesto urbano. Il progetto non lavora soltanto sull’interno, ma ridefinisce il modo in cui l’immobile si presenta, si attraversa e viene percepito dall’esterno.
Abitazione, uffici e ampliamento: tre parti, un solo organismo
La nuova organizzazione funzionale distingue con chiarezza le parti dell’edificio. Sul fronte sud viene definita l’abitazione, nella parte centrale trovano spazio gli uffici, mentre sul lato nord l’ampliamento introduce una nuova qualità abitativa e un rapporto più diretto con il giardino.
Questa tripartizione non viene però risolta come semplice separazione.
Al contrario, il progetto lavora per unificare le parti attraverso un linguaggio comune, una nuova gerarchia degli accessi, una rielaborazione delle facciate e un sistema di muri, quote e verde che costruisce continuità.
Il tema dell’innesto diventa così il principio guida dell’intervento.
L’ampliamento non è un corpo aggiunto in modo episodico, ma un elemento capace di completare l’edificio, correggerne le proporzioni e generare una nuova identità.

FAQ – Ristrutturazione e ampliamento di un edificio anni Settanta a Verona
Che tipo di intervento è stato previsto?
Il progetto prevede una ristrutturazione complessiva dell’edificio, con ampliamento sul lato nord, ridefinizione degli accessi, riorganizzazione degli spazi interni, riqualificazione delle facciate e miglioramento del rapporto tra abitazione e giardino.
Perché l’edificio era considerato complesso?
L’edificio nasce dall’unione di più corpi edilizi e da successive divisioni interne. Le diverse quote, le trasformazioni avvenute negli anni e la mancanza di una chiara identità formale rendevano necessaria un’analisi attenta e un intervento mirato.
Qual è il concetto principale del progetto?
Il concetto principale è l’innesto architettonico. L’ampliamento non viene trattato come semplice aggiunta, ma come elemento capace di ricomporre l’intero edificio, migliorandone proporzioni, funzioni e rapporto con il giardino.
Perché il progetto si ispira alla casa a patio romana?
La casa a patio romana rappresenta un modello distributivo in cui la corte centrale organizza gli spazi e genera relazioni tra le funzioni. Nel progetto, questo principio viene reinterpretato in chiave contemporanea per collegare ingresso, soggiorno, cucina, pranzo e giardino.
Quali funzioni ospita il nuovo edificio?
Il progetto distingue tre ambiti principali: abitazione privata sul fronte sud, uffici nella parte centrale e ampliamento abitativo sul lato nord. Le tre parti vengono però unificate da un linguaggio architettonico coerente.
Come viene risolto il rapporto con il giardino?
Il precedente dislivello di circa 70 cm impediva un rapporto diretto con l’esterno. Il progetto utilizza l’ampliamento, i muri di contenimento, il riutilizzo delle terre di scavo e una nuova rampa per raccordare l’edificio al giardino.
Perché sono state ripensate le facciate?
Le facciate esistenti risultavano disomogenee a causa delle trasformazioni subite nel tempo. La loro rielaborazione permette di restituire all’edificio un’immagine più contemporanea, proporzionata e coerente.
Che ruolo hanno i muri nel progetto esterno?
I muri non sono soltanto elementi di separazione. Diventano strumenti architettonici per garantire privacy, integrare il verde, contenere il terreno e costruire un basamento unitario capace di ricomporre i diversi corpi edilizi.
A chi rivolgersi per una ristrutturazione a Verona?
Per interventi di ristrutturazione, ampliamento, riqualificazione facciate e progettazione di abitazioni private a Verona, Andrea Giuriato Architetto sviluppa progetti su misura a partire dall’analisi dell’esistente, dalla lettura del contesto e dalla definizione di una strategia architettonica coerente.