OPPEANO, VERONA

STEEL FRAME

HOUSE

2015

STEEL FRAME HOUSE AV 112

Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con forward>>architects, composto nel 2015 dagli architetti:

  • arch. Michele Cicala

  • arch. Mario Molisani

  • arch. Riccardo Bini

  • arch. Michele Mari

  • arch. Andrea Giuriato

 

L'ambizione ci ha condotto ad un metodo interpretativo del progetto, abbiamo sperimentato, come si conviene all'architetto, partendo da concetti riconducibili a elementi immateriali: la luce, la trasparenza, il colore; elementi che interagiscono con la forma dello spazio.
Per valorizzare l'immateriale abbiamo progettato in libertà, cercando di assecondare le richieste della committenza, togliendo peso alle cose, valorizzando i volumi e la forma della struttura.

Un metodo innovativo e poco utilizzato tuttora, semplice nel costruirlo, quanto complesso nella gestione cantieristica e direzione lavori.

Ritengo questo progetto molto interessante per la tipologia, per il coraggio della committenza che ha proposto al team di portare a termine l'impresa.

Il rapporto con la città vecchia, tra i diversi materiali, il mattone si contrappone all'acciaio e al suo involucro. Con la convinzione che la città è un continuo divenire di mescolanze di stili che con il tempo segnano un precisa epoca, si è voluto diversificare con il costruito tradizionale, evidenziando così il tema del passato, contrapponendo il vecchio al nuovo.

La qualità principale di una struttura a telaio in acciaio, è quella di poter giocare con le facciate e i volumi interni; ne risulta un edificio molto spinto sulle aperture di prospetto, con ampiezze e spessori difficilmente raggiungibili con una struttura tradizionale. Le forometrie esterne, come il garage o l'ampia terrazza, sono la prima espressione della libertà concessa dal metodo costruttivo. L'allineamento e il ritmo delle bucature sono riconducibili all'intorno, la dimensione gigante, la luce protagonista e l'assenza apparente di fregi, fa parte del pensiero di sviluppo del progetto.
Grandi aperture significa molta luce, nonostante due lati quasi totalmente ciechi, il volume risulta molto luminoso, grazie ai coni di luce zenitali sul vano scala e sui servizi del piano primo.

Il volume è stato interpretato come un elemento vivo, sveglio quando abitato, addormentato quando disabitato. La pelle, è la cromaticità della facciata; le persiane, l'intonaco, presentano lo stesso colore.
Chiuso, l'edificio appare un monolite quasi liscio, uniforme.
Aperto, gli sfondati e i serramenti bianchi illuminano le aperture, donando vita e tridimensionalità alla facciata.
Il cornicione in aggetto, tipicamente costituito da intonaco su mattoni, è reinterpretato nella gronda, trasformato in un semplice doppio rompi goccia, ha scopi principalmente funzionali e successivamente
estetici. Sul fronte sud, per richiesta della committenza è stato riproposta una vela fronte prospetto, tipica del centro storico, che integrando la gronda, impedisce la vista della copertura che apparentemente piana.

All'interno la luce zenitale è protagonista dove l'edificio presenta pareti cieche, il bianco esalta le volumetrie sospese e la scala, gli elementi sono studiati per garantire la permeabilità e la riflessione del bagliore solare.
Travi parete e setti portanti, consentono un recupero del volume nelle stanze, donando movimento al collegamento verticale, il percorso verso la luce diventa il fulcro dell'abitazione, il vuoto è insolito, risulta quasi di concezione museale.

Acciaio e vetro, il ritmo delle proporzioni. La scala in acciaio su disegno presenta spalle laterali a taglio laser di 1 cm , il gradino è in legno rivestito. Il rapporto ottimale tra pedata e alzata, garantisce una percorribilità ripetitiva senza affaticare l'utenza. Parapetti e ringhiere di altezza maggiorata sono studiati appositamente, il rapporto di spaziatura tra le
corde del parapetto della scala interna, è riportato sulle satinature dei vetri posizionati sulle aperture lato est, lo stesso scandire dimensionale, si ritrova sul motivo della ringhiera che caratterizza la terrazza a sud. Tre elementi di uguale funzione, ma interpretazione materica e di forma diversa, sono legati da una proporzione comune.